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F.A.Q. – domande frequenti

Le risposte ai dubbi più ricorrenti


Indice delle faq:

FAQ per le famiglie FAQ per il personale della scuola  FAQ per gli operatori esterni

A. Iscrizioni 

B. Alunni con disabilità

C. Scuola infanzia

D. Messa a disposizione docenti per supplenze

E. Uso locali della scuola 

F. Partecipazione di esperti esterni a progetti didattici

 

 PAGINA AGGIORNATA IN DATA 04/05/2017

 

A. ISCRIZIONI

 

Domanda 1: CHE DIFFERENZA C’E’ SE SCELGO LA VOSTRA SCUOLA COME PRIMA O COME SECONDA SCELTA, NELLA MIA DOMANDA DI ISCRIZIONE?

Risposta: La scuola indicata come prima scelta è quella che riceve la domanda, la accoglie e, se le domande sono in eccesso rispetto al numero di posti disponibili, stila una graduatoria secondo i criteri definiti dal Consiglio d’Istituto, accetta le domande collocate in posizione utile e inoltra le restanti alla scuola di seconda scelta.

La scuola di seconda scelta accoglie le domande se ha ancora posti disponibili; nel caso in cui non abbia posti disponibili, rimanda la domanda alla scuola di prima scelta; nel caso in cui i posti disponibili siano in numero minore delle domande arrivate in seconda battuta, stila una graduatoria secondo i criteri definiti dal Consiglio d’Istituto ed accetta le domande collocate in posizione utile, rinviando le altre. 

 

Domanda 2: DOVE TROVO SUL VOSTRO SITO GLI ORARI DI FUNZIONAMENTO DELLE PRIME CLASSI PRIMARIE DEL PROSSIMO ANNO? SUL MODULO DI DOMANDA OCCORRE SCEGLIERE TRA QUATTRO TIPI DI ORARIO DIVERSI (24-27-30-40 ORE/SETT.): COME SONO STRUTTURATI?

Risposta: Come illustrato nell’incontro di presentazione della scuola, gli orari previsti dalla domanda di iscrizione sono quelli ministeriali, perché la normativa prevede che così siano indicati.

Gli orari che saranno effettivamente attivati nei nostri plessi per l’a.s. scolastico 2016- 2017 (compatibilmente con le risorse che saranno assegnate alla scuola) sono i seguenti: 

29 ore settimanali per le classi a tempo “normale”, articolate su 6 giorni nei plessi De Amicis, sezione A Toti e sezione A Ferrari e su 5 giorni nella sezione B del plesso Toti; 40 ore settimanali per le classi a tempo pieno, articolare su 5 giorni settimanali, nel plesso Griffa e nella sezione B del plesso Ferrari.  

 

Domanda 3: HO UN FIGLIO CHE GIÀ FREQUENTA LA VOSTRA PRIMARIA “X”. DATO CHE, CON IL NUOVO STRADARIO COMUNALE, LA MIA VIA DI RESIDENZA NON APPARTIENE PIÙ AL VOSTRO ISTITUTO, FACENDO DOMANDA DI ISCRIZIONE ALLA CLASSE PRIMA DELLA SCUOLA “X” PER UN SECONDO FIGLIO, HO LA CERTEZZA CHE VERRÀ ACCOLTA?

Risposta: Le domande di iscrizione saranno accolte fino ad esaurimento posti, sulla base di una graduatoria che verrà stilata secondo i criteri proposti dal Consiglio d’Istituto.

Qualora le domande fossero in numero pari o inferiore ai posti disponibili, la questione dello stradario non si pone, poiché la scuola può tranquillamente accettare anche una domanda di chi risiede altrove.

Nel caso in cui le domande superino la disponibilità, la graduatoria non si baserà unicamente sullo stradario, ma terrà conto anche di altri criteri, tra cui, appunto, anche la presenza di fratelli e sorelle nel nostro Istituto.

Al momento non possiamo quindi dare alcuna certezza, ma consigliare di presentare comunque la domanda, indicando nello spazio apposito sia la presenza di altro figlio nella stessa scuola primaria, sia altre eventuali informazioni che si ritiene possano essere utili alla scuola per stilare la graduatoria. 

(Lo stradario dell’IC Centro Storico è consultabile alla pagina Dove siamo)

 

Domanda 4: VORREI CONOSCERE IL NOME DEGLI INSEGNANTI DELLE FUTURE CLASSI PRIME. E’ POSSIBILE?

Risposta: Di norma i docenti delle attuali classi quinte vengono assegnati per l’anno successivo alle prime, tuttavia bisogna tenere presente che l’assegnazione definitiva è effettuata con provvedimento del dirigente all’inizio di ciascun anno scolastico, in quanto deve tener conto di numerosi elementi, tra cui: trasferimenti, assegnazioni provvisorie, part-time, ecc… 

 

Domanda 5: MIO FIGLIO E QUATTRO AMICI VORREBBERO ESSERE ISCRITTI NELLA STESSA CLASSE PRIMA DELLA SCUOLA “PANZINI”: PERCHÉ LA DOMANDA PREVEDE LA SCELTA DI UN MASSIMO DI DUE COMPAGNI?

Risposta: La formazione delle future classi prime viene effettuata dalla commissione classi tenendo conto dei criteri stabiliti dal Collegio dei Docenti ed adottati dal Consiglio d’Istituto. Il primo criterio, in assoluto, è costituito dall’esigenza di formare classi ben bilanciate, per consentire agli studenti e ai docenti di lavorare nel miglior modo possibile ed evitare il formarsi di differenziazioni forti tra le classi e sezioni.
Tenendo fermo questo criterio, la commissione cerca nei limiti del possibile di accontentare le richieste dei genitori relativamente alla lingua, alla scelta degli amici o ad altre esigenze che le famiglie  ci presentano.
In base alla nostra esperienza, non è produttivo che stiano insieme, nella stessa classe, molti ragazzi che hanno frequentato insieme la scuola primaria o che frequentano insieme attività di vario tipo, perché questo crea dei “blocchi” già precostituiti che non favoriscono la creazione del gruppo-classe.
Per questo motivo abbiamo dato la possibilità di indicare solo due nomi di possibili compagni (e in ogni caso non possiamo garantire che entrambi gli amici scelti saranno nella stessa classe)
La commissione prenderà in considerazione tutte le richieste e le motivazioni esplicitate dalle famiglie nello spazio apposito della domanda ed accoglierà tutte quelle che non confliggono con la formazione di gruppi-classe ben bilanciati e rispondenti ai criteri stabiliti.

 

Domanda 6: IL FATTO CHE MIO FIGLIO SIA “OBBLIGATO” IN UN DETERMINATO PLESSO DI SCUOLA PRIMARIA, SIGNIFICA CHE SONO CERTO CHE VERRA’ INSERITO IN QUEL PLESSO?

Risposta: la definizione di “obbligato” viene utilizzata per indicare i bambini che hanno raggiunto l’età dell’obbligo, cioè tutti quelli che per legge sono tenuti a frequentare la prima classe della scuola primaria il prossimo anno scolastico. Non si tratta quindi di un obbligo alla frequenza in un determinato plesso, ma di un generico obbligo a frequentare la scuola. Ne consegue che tale obbligo non costituisce un diritto ad essere inseriti nel plesso più vicino. Le domande di iscrizione saranno accolte fino ad esaurimento posti, sulla base di una graduatoria che verrà stilata secondo i criteri proposti dal Consiglio d’Istituto.

 

Domanda 7: COSA DEVO ACQUISTARE PER MIO FIGLIO CHE FREQUENTERA’ LA PRIMA A SETTEMBRE (quaderni, grembiule, ecc…)?

Risposta: tutte le classi prime di scuola primaria avranno un’assemblea dei genitori ad inizio settembre, in date che saranno comunicate tempestivamente sul sito e via e-mail all’indirizzo utilizzato per l’iscrizione online. In tali occasioni saranno fornite tutte le informazioni utili.
In generale per il primo giorno si richiedono: grembiule azzurro o rosa, zaino, astuccio, un quaderno a scacchi “di prima” (o,5 cm).

Per la scuola media, nei primi giorni gli alunni avranno modo di conoscere tutti i docenti e ciascun insegnante comunicherà direttamente ad essi i materiali necessari per le varie discipline. 

 

B. ALUNNI CON DISABILITA’

 

Domanda 1: PERCHÉ L’ALUNNO CON DISABILITÀ NON È “COPERTO” PER TUTTE LE ORE CON L’INSEGNANTE DI SOSTEGNO?

Risposta: Perché l’insegnante di sostegno non ha il compito di “coprire”, ma di aiutare, sostenere, integrare il lavoro dei docenti curricolari, con i quali è corresponsabile della classe, così come gli altri docenti sono corresponsabili dell’attività individualizzata con l’alunno con disabilità.

 

Domanda 2: PERCHÉ L’INSEGNANTE DI SOSTEGNO NON PORTA SEMPRE FUORI DALLA CLASSE L’ALUNNO CON DISABILITÀ?

Risposta: Perché le attività della classe, comprese quelle previste per l’alunno con disabilità, sono programmate tenendo conto delle situazioni e difficoltà specifiche.

Lavorare in classe, oppure a piccolo gruppo, o individualmente, o anche a classi aperte sono alcune delle modalità che il consiglio di classe/team docente, in accordo con il docente di sostegno, può mettere in atto per il più efficace raggiungimento degli obiettivi didattici e di integrazione.

 

Domanda 3: PERCHÉ L’ALUNNO CON DISABILITÀ NON RESTA SEMPRE IN CLASSE CON I COMPAGNI?

Risposta: In alcuni casi è necessario prevedere momenti individualizzati fuori dalla classe. Questa modalità non sarà mai attivata come “espulsiva”, ma può essere utilizzata per consentire un breve periodo di riposo per l’alunno con disabilità, quando le attività didattiche diventano per lui troppo pesanti, oppure per alleggerire momenti di tensione emotiva dell’alunno e/o della classe, o ancora per rinforzare apprendimenti che possono giovarsi del rapporto individualizzato uno a uno o del lavoro a piccolo gruppo.

 

Domanda 4: CHE COSA SUCCEDE SE LA CLASSE, A CAUSA DELLA PRESENZA DELL’ALUNNO CON DISABILITÀ, RIMANE “INDIETRO CON IL PROGRAMMA”?

Risposta: È importante ricordare che non esiste più il programma, ma la programmazione, che viene elaborata dai docenti sulla base delle Indicazioni Nazionali per il Curricolo, calandola sulle esigenze della classe e quindi tenendo conto delle specifiche necessità che si manifestano con la presenza di diversità.

Poiché l’apprendimento non è mai semplicemente accumulo di nozioni, ma crescita complessiva della persona, la presenza di un alunno disabile non ostacola il percorso educativo, poiché consente ai compagni di confrontarsi in maniera concreta e quotidiana con la diversità e li arricchisce sotto il profilo umano e della maturazione a livello relazionale.

 

Domanda 5: PERCHÉ L’INSEGNANTE DI SOSTEGNO E/O GLI INSEGNANTI CURRICOLARI IN QUALCHE CASO NON FANNO ESATTAMENTE QUELLO CHE È STATO STABILITO DEI REFERENTI AUSL?

Risposta: Il rapporto tra i referenti AUSL e la scuola non è di subordinazione, ma di collaborazione tra professionisti di settori diversi: le indicazioni e i riferimenti dei referenti AUSL sono preziosissimi per i docenti, ma devono essere calati nella realtà del contesto scolastico. La ragione per cui i docenti e i referenti AUSL si confrontano periodicamente attraverso gli incontri di GLHO (Gruppi di Lavoro Operativi per l’Handicap) sta proprio nel fatto che, per avere un quadro quanto più possibile completo ed utile della situazione dell’alunno con disabilità, è necessario mettere insieme i due punti di vista differenti: quello clinico da un lato e quello educativo- scolastico dall’altro.

 

Domanda 6: PERCHÉ L’INSEGNANTE DI SOSTEGNO A VOLTE FA LEZIONE A TUTTA LA CLASSE O SOSTITUISCE UN COLLEGA DELLA CLASSE CHE SI ASSENTA? QUESTO NON PRIVA L’ALUNNO DISABILE DEL SUO DIRITTO?

Risposta: L’insegnante di sostegno è a tutti gli effetti titolare della classe, come gli insegnanti curricolari. La sua figura non è pensata per occuparsi in maniera esclusiva dell’alunno con disabilità, proprio perché ciò produrrebbe una discriminazione ed un’esclusione, anziché favorire l’integrazione e l’inclusione, che costituiscono il vero obiettivo.

In sostanza, l’insegnante di sostegno viene assegnato alla classe perché si riconosce che, in presenza di diversità importanti, l’organizzazione delle attività didattiche può diventare più complessa: le disposizioni della normativa italiana sono molto avanzate in questo senso, perché non considerano da un lato gli alunni “normodotati” e dall’altro l’alunno con disabilità, quanto piuttosto il gruppo- classe nel suo complesso, formato da tante diversità, più o meno evidenti ed accentuate, che hanno l’obiettivo di crescere insieme integrandosi, con particolare attenzione all’apprendimento delle abilità sociali e relazionali.

 

Domanda 7: CHE COS’È IL P.E.I.? E IL P.D.F.?

Risposta: Il P.E.I. e il P.D.F. sono i documenti di programmazione del percorso dell’alunno con disabilità.

Il Piano educativo individualizzato (indicato con il termine P.E.I.), è il documento nel quale vengono descritti gli interventi integrati ed equilibrati tra di loro, predisposti per l’alunno, ai fini della realizzazione del diritto all’educazione e all’istruzione, di cui ai primi quattro commi dell’art. 12 della legge n. 104 del 1992.

Il P.E.I. è un progetto operativo interistituzionale concordato tra operatori della scuola, dei servizi sanitari e sociali, in collaborazione con i familiari; un progetto educativo e didattico personalizzato riguardante la dimensione dell’apprendimento correlata agli aspetti riabilitativi e sociali.

Il P.E.I. contiene:  

  • finalità e obiettivi didattici
  • itinerari di lavoro
  • metodologie, tecniche e tecnologie didattiche, verifiche
  • modalità di coinvolgimento della famiglia

Il P.E.I. viene periodicamente monitorato e verificato in corso d’anno e viene rinnovato all’inizio di ogni anno scolastico.

Il profilo dinamico funzionale (PDF) indica le caratteristiche fisiche, psichiche, sociali ed affettive dell’alunno e pone in rilievo sia le difficoltà di apprendimento conseguenti alla situazione di handicap e le conseguenti possibilità di recupero, sia le capacità possedute che devono essere sostenute, sollecitate e progressivamente rafforzate e sviluppate nel rispetto delle scelte culturali della persona con disabilità.

Alla elaborazione del PDF seguono, con il concorso degli operatori delle Unità sanitarie locali (unità multidisciplinare), della scuola e delle famiglie, verifiche per controllare gli effetti dei diversi interventi e l’influenza esercitata dall’ambiente scolastico.

Il PDF comprende necessariamente:

  1. a) la descrizione funzionale dell’alunno in relazione alle difficoltà che lo stesso dimostra di incontrare in settori di attività;
  2. b) l’analisi dello sviluppo potenziale dell’alunno a breve e medio termine

Il PDF è aggiornato al passaggio da un ciclo all’altro dell’istruzione e comunque ogni volta che se ne rilevi la necessità. 

 

C. SCUOLA INFANZIA

 

Domanda 1: Perché la scuola Ferrari ospiterà anche due sezioni di scuola dell’infanzia? Questo non sottrae spazio alle attività della scuola primaria?

Risposta: Lo spostamento di due sezioni della scuola infanzia di San Giuliano nel plesso Ferrari era previsto dal piano di dimensionamento del Comune di Rimini e porta al completamento dell’Istituto Comprensivo Centro Storico, che era l’unico nel territorio ad essere privo di scuola per l’infanzia. 

Gli spazi sono stati ristrutturati ed adeguati e quindi la scuola primaria conserva comunque lo spazio per le proprie attività.

 Domanda 2: Come funziona la scuola dell’infanzia “Gambalunga”?

Risposta: Sono costituite due sezioni miste (cioè con bimbi di età dai 3 ai 5 anni), funzionanti per 40 ore settimanali, con servizio mensa.  Per l’a.s. 2015/16 gli orari verranno pubblicati non appena approvati dal Consiglio d’istituto (vedi pagina apposita).

Domanda 3: Quale corredo devono avere gli alunni?

Risposta: I materiali (grembiule, cambio, ecc…) sono indicati alla pagina apposita

 

D. MESSA A DISPOSIZIONE DOCENTI FUORI GRADUATORIA

Domanda 1: Posso inviarvi la mia candidatura per eventuali supplenze come insegnante fuori graduatoria?

Risposta: Le candidature possono essere inviate nei modi e nei tempi stabiliti dal “Regolamento per la messa a disposizione – MAD” pubblicato ogni anno nell’area “Amministrazione Trasparente” del nostro sito (sezione “Bandi di concorso”) e all’Albo online (sezione “Regolamenti”).

 

E. USO LOCALI DELLA SCUOLA 

Domanda 1:I locali della scuola possono essere utilizzati da esterni?

I locali della scuola possono essere utilizzati da esterni (es. Associazioni ecc.) secondo le disposizioni del Regolamento d’Istituto, che prevede la concessione compatibilmente con le attività didattiche e dietro corresponsione di una quota per la copertura delle spese vive. La richiesta va inoltrata al Dirigente che, sentito il parere del Consiglio d’Istituto, autorizza il Direttore dei Servizi Amministrativi alla stipula di un contratto di concessione. 

Domanda 2: Gli esterni che utilizzano i locali della scuola possono avvalersi del supporto dei collaboratori scolastici in servizio?

Se l’attività svolta non è compresa nel Piano dell’Offerta Formativa dell’Istituto, nessun dipendente pubblico può, durante il suo orario di servizio, collaborare ad attività esterne. 

Al di fuori dell’orario di servizio, è possibile per i collaboratori scolastici fornire prestazioni occasionali (es. apertura, chiusura, pulizia dei locali), previa autorizzazione della scuola. 

Domanda 3: Gli esterni che propongono corsi a pagamento nei locali della scuola, possono pubblicizzare tali corsi attraverso i canali scolastici (es: diffusione di volantini nelle classi ecc.)?

Se le attività proposte non rientrano nel Piano dell’Offerta Formativa non possono essere pubblicizzate attraverso i canali della scuola, per non violare i principi della libera concorrenza. E’ possibile appendere manifesti nella bacheca all’ingresso oppure fare volantinaggio all’uscita della scuola. 

Domanda 4: La scuola è coperta da assicurazione per le attività svolte da esterni nei suoi locali?

L’assicurazione della scuola compre esclusivamente gli studenti e il personale impegnato nelle attività previste dal Piano dell’Offerta Formativa, quindi per tutte le attività esterne è necessario che gli organizzatori dispongano di propria assicurazione. 

F. PARTECIPAZIONE ESPERTI ESTERNI A PROGETTI DIDATTICI

 




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